Ue: via libera al Rapporto Gozi su riforme e allargamento

Pubblicato su LaStampa il 22 Ottobre 2025

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Ue: via libera al Rapporto Gozi su riforme e allargamento

Con 310 voti a favore, 277 contrari e 53 astensioni, l’Assemblea Plenaria del Parlamento europeo ha approvato oggi il rapporto di Sandro Gozi sulle conseguenze istituzionali dei negoziati sull’allargamento dell’Unione Europea. Il rapporto delinea una serie di proposte per rendere l’UE più efficiente, più rapida, più sicura e più democratica in vista di un’Unione allargata a 35 Paesi, sottolineando la necessità di procedere in parallelo con riforme istituzionali e allargamento. Tra le misure previste figurano un uso più esteso del voto a maggioranza qualificata, una revisione del bilancio europeo oltre l’attuale tetto dell’1% del reddito nazionale lordo, un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo e un maggiore coinvolgimento dei Paesi candidati nel processo decisionale. Secondo le stime citate nel rapporto, i precedenti allargamenti hanno aumentato in media del 30% il PIL pro capite dei Paesi entrati nel 2004, mentre nuove adesioni potrebbero aggiungere fino a 10.000 miliardi di dollari al PIL dell’UE entro il 2035, riducendo il divario con gli Stati Uniti. “La riforma non è più una scelta, è una necessità per un’Unione fondata sulla libera volontà politica, in cui chi vuole procedere più velocemente possa farlo senza obbligare gli altriâ€, ha affermato il relatore Sandro Gozi. “L’unificazione del continente europeo e la riforma dell’UE – ha aggiunto l’eurodeputo di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo – devono andare di pari passo, con tre priorità: efficienza, estendendo il voto a maggioranza qualificata per superare la paralisi decisionale; potere, riformando il bilancio dell’UE e andando oltre il superato tetto dell’1% del reddito nazionale lordo per dare all’Europa i mezzi per agire; e democrazia, rafforzando i poteri del Parlamento europeoâ€. “Dobbiamo combinare ambizione e realismo per prepararci alle sfide di un’Unione a trentacinque, perché più saremo, più chiare dovranno essere le nostre regole per continuare a muoverci insieme in avantiâ€, ha concluso.

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